Genoa Empoli. Report a "grande" richiesta.
Ore 7.45
Suona una sveglia infernale puntata assolutamente troppo poco prima, l'aria è gelida e la finestra è inspiegabilmente aperta, Ma i miei compagni di sventura mi stanno attendendo quindi mi faccio coraggio, abbandono il tepore di un curioso piumone e mi dirigo alla macchina. Negli occhi ancora Vicenza e un pullman su cui sono stato caricato con l'inganno più o meno alla stessa ora del giorno precedente, sbrino i vetri della mia automobile con un flessibile e parto...
Hellas e Beirut sono intenti a fare colazione , devo avere una faccia abbastanza impegnativa sotto il cappuccio e gli occhiali da sole, lo intuisco dal fatto che al terzo caffè una barista cinese di vent'anni che ha avuto i capelli fucsia fino al giorno prima inizia a deridermi, dicendomi che non posso proprio farcela... va bhe poco male, i ragazzi attendono anche loro, partenza!
Giungiamo a Empoli città dimenticata da "quel P_ _ _O (clicca qui per saperne di più
che sta anche per nascere" (come lo sentirò definire dopo qualche ora sugli spalti di uno stadio ridicolo).Nell'ordine: Pranziamo in un ristorante militarizzato rozzoblu (unica nota positiva una tagliata da fantascienza) perdiamo una portiera della vettura, un cognitario va nel panico, e un uomo della working class lo rassicura avvitando a mano due bulloni. Finalmente arriviamo allo stadio che sembra costruito con il "MECCANO"... (clicca per saperne di più
misure di sicurazza imponenti 3 controlli perquisizioni e tornello, chissà come faranno ad andare in banca in questa città... ma va bhè... proseguiamo.
Prima della partita sfilano i nostri gloriosi Children con dei bambinetti mocciosi di Empoli.
E poi si inizia a soffrire. Il vento ti taglia la faccia ed è impossibile battere le mani. Da questo punto in poi il racconta si sposta su: BEIRUT.NOBLOGS.ORG (pigia qui).
UNICA GRAVE DIMENTICANZA IL FEROCISSIMO FALLO DI SCUREGGIA FATTO DA LUCHO LUCHO
Ore 22.00
Tutto finisce con un fagotto di cenci e carne adagiato sul sedile posteriore di un'autovettura. Scampato per puro caso all'onta di compiere tutto il tragitto nel posto che ormai per antonomasia è detto "di Aldo Mor(t)o".
Grazie a Tutt*.

